Eccomi qui dopo tanti giorni che non scrivo.
Cosa è successo?
Un po' di tutto.
In crisi pre-compleanno e post-compleanno, in crisi pre-ciclo, ciclo e post-ciclo. In crisi pre-e durante la dieta.
Saranno gli ormoni, sarà la dieta, sarà lo stress ma ho avuto discussioni che avrei voluto non avere, ricadute con tanto di abbuffate, persino una giornata in cui non sono riuscita ad alzarmi dal divano per ore, al calduccio della mia, anzi delle mie coperte, e in cui ho pianto un sacco.
Ricordi di vite passate, flash, Salem il mio gatto non ancora mio e che forse non lo sarà mai.
Dubbi, domande senza risposta perchè di risposta non ce n'è. Verdure bollite, verdure bollite, pesare tutto, pesarmi, incazzarmi perchè non ho perso un grammo, passato di verdure.
E cos'altro?
A si oggi mi sono pure messa a riordinare i cassetti della cucina, quei cassetti che sembrano possedere una vita propria e che si incasinano anche solo a guardarli.
E i sacchetti. Mamma quanti sacchetti che ci si ritrova in casa....perchè possono sempre servire quindi sacchetti grandi, sacchetti medi, sacchetti piccoli, sacchetti di carta, sacchetti con la chiusura......
E poi il mal di gola.
Il mal di gola sono parole trattenute o anche sintomo di creatività bloccata.
E in effetti tante cose non le dico, compreso quei vaf..... che a volte sono un toccasana.
Quindi analizzando il mio corpo direi che non voglio sentire qualcosa visto che le orecchie iniziano a fare male, non sto esprimendo me stessa (sia a parole che con la creatività) le tonsille sono belle rosse il che mi fa pensare a emozioni represse. Il raffreddore al pianto interiore, il dolore muscolare alla incapacità di reagire, ai blocchi emotivi e al desiderio di essere amata e sostenuta.
E sono stanca.
Questo è il riassunto di questi giorni. A quanto pare i 40 sono arrivati e il corpo ha ceduto....
mercoledì 25 gennaio 2017
Diario + 5 : pensieri sparsi
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martedì 17 gennaio 2017
Diario -3 crisi profonda
In questi giorni non ho scritto, sono in una ansia costante ma lieve.
A volte fatico a ricordarmi come si sta quando si sta semplicemente bene.
Come mi sento ora?
Con nessuna voglia di fare qualcosa, nemmeno di scrivere.
Tra 3 giorni avrò 40 anni e mi sento una nullità.
Degli obiettivi che mi ero prefissata anni fa non ne ho raggiunto nemmeno uno.
- non mi sono sposata e ora non ci tengo nemmeno più e sono felice di non aver fatto quel passo
- non ho figli e anche di questo ora sono grata, ma avrei tanto voluto averne almeno uno
- non ho un lavoro stabile e alla mia età vieni trattata come una stupida quando vai a fare domanda di lavoro nelle agenzie interinali, ragazzine vent'enni che ci tengono molto di più alla propria manicure che al tuo curriculum ti guardano come se fossi un marziano, sottolineano tre volte parlando che hai tanta esperienze, forse troppa perchè sa....cercano giovani.
E se sei fortunato a trovare un lavoro, ti ritrovi a lavorare per qualcuno che probabilmente è più giovane di te o tuo coetaneo, e che ti tratta come se avessi 18 anni e fossi una ragazzina demotivata.
Mi ricordo quando l'anno scorso il mio responsabile aveva 21 anni, io 38, lavoravo in un call center di Vodafone, ambiente giovanile e dinamico. Giovanile nei responsabili perchè tra gli operatori c'erano non solo ragazzi che avevano finisto di studiare o erano all'università ma anche persone sui "50" che avevano perso il lavoro, nella maggiorparte dei casi perchè le aziende avevano chiuso o ridotto il personale.
E ti ritrovi a lavorare in un call center perchè quello è quello che trovi.
E ti trattano come un deficiente.
Il supervisore in questione, giovane e palestrato controllava che quando andavi in bagno non portavi il cellulare perchè stando a lui si andava in bagno per poter chattare. Mi ricordo che una volta gli dissi con sarcasmo che alla mia età si va in bagno per l'incontinenza più che per chattare e che a 40 anni avevo di meglio da fare che trovare scuse per avere un minuto di pausa in più.
Mi ricordo ancora la sua espressione.
Ma la realtà è questa, e se cerchi di ribellarti perchè magari ti pagano poco o in ritardo ti dicono che se vuoi andartene sei libero, loro hanno una lista di curriculum e di persone pronte a prendere il tuo posto.
Mi sento stanca, stanca di tutto.
Stanca di rincorrere sogni che non si avverano.
A volte fatico a ricordarmi come si sta quando si sta semplicemente bene.
Come mi sento ora?
Con nessuna voglia di fare qualcosa, nemmeno di scrivere.
Tra 3 giorni avrò 40 anni e mi sento una nullità.
Degli obiettivi che mi ero prefissata anni fa non ne ho raggiunto nemmeno uno.
- non mi sono sposata e ora non ci tengo nemmeno più e sono felice di non aver fatto quel passo
- non ho figli e anche di questo ora sono grata, ma avrei tanto voluto averne almeno uno
- non ho un lavoro stabile e alla mia età vieni trattata come una stupida quando vai a fare domanda di lavoro nelle agenzie interinali, ragazzine vent'enni che ci tengono molto di più alla propria manicure che al tuo curriculum ti guardano come se fossi un marziano, sottolineano tre volte parlando che hai tanta esperienze, forse troppa perchè sa....cercano giovani.
E se sei fortunato a trovare un lavoro, ti ritrovi a lavorare per qualcuno che probabilmente è più giovane di te o tuo coetaneo, e che ti tratta come se avessi 18 anni e fossi una ragazzina demotivata.
Mi ricordo quando l'anno scorso il mio responsabile aveva 21 anni, io 38, lavoravo in un call center di Vodafone, ambiente giovanile e dinamico. Giovanile nei responsabili perchè tra gli operatori c'erano non solo ragazzi che avevano finisto di studiare o erano all'università ma anche persone sui "50" che avevano perso il lavoro, nella maggiorparte dei casi perchè le aziende avevano chiuso o ridotto il personale.
E ti ritrovi a lavorare in un call center perchè quello è quello che trovi.
E ti trattano come un deficiente.
Il supervisore in questione, giovane e palestrato controllava che quando andavi in bagno non portavi il cellulare perchè stando a lui si andava in bagno per poter chattare. Mi ricordo che una volta gli dissi con sarcasmo che alla mia età si va in bagno per l'incontinenza più che per chattare e che a 40 anni avevo di meglio da fare che trovare scuse per avere un minuto di pausa in più.
Mi ricordo ancora la sua espressione.
Ma la realtà è questa, e se cerchi di ribellarti perchè magari ti pagano poco o in ritardo ti dicono che se vuoi andartene sei libero, loro hanno una lista di curriculum e di persone pronte a prendere il tuo posto.
Mi sento stanca, stanca di tutto.
Stanca di rincorrere sogni che non si avverano.
venerdì 13 gennaio 2017
Diario venerdì 13 e l'ansia
Di sicuro molti sorrideranno vedendo questo post, altri proprio rideranno e altri ancora penseranno che mi sono ubriacata.
Io non ero superstiziosa, mai stata.
Anche quando andavo a scuola non avevo "rituali" per far andare bene la verifica o gli esami, avevo un cagnolino rosso di plastica piccolino che portavo sempre, ma non era un talismano, non gli ho mai dato questo potere.
Il 13 e il 17 finora non mi hanno causato grandi problemi, il 17 settembre è persino nata mia nipote e la mamma del mio compagno quindi per me è un giorno di festa.
Eppure è da ieri che ho ansia per oggi.
Una cosa è certa, invecchiando si cambia, me lo diceva mia madre ed è vero.
La mia calligrafia è cambiata, da persona serena ora sono soggetta ad ansia costante e attacchi di panico, da persona che sapeva cosa gli piaceva nella vita ora sono una trottola che gira senza meta, e me ne frego anche, perchè, forse invecchiando, arrivi ad un punto che segui il flusso. Quindi passi da una cosa all'altra quasi con armonia, certi comportamenti non ti toccano più, semplicemente ci passi sopra non perchè hai imparato ad accettarli o accettare i limiti della persona, ma perchè sei stufa di stare male inutilmente e di far valere i tuoi diritti.
Io soo in questa fase. Si è vero, è solo un compleanno. Mi ricordo ancora quanta aspettativa per i 18 anni e poi in realtà cosa è cambiato? Nulla. La giornata è stata normale, il festeggiamento nemmeno me lo ricordo, e soprattutto non è stata una svolta nella mia vita quotidiana.
E i 30? Festa a casa mia, con la mia famiglia che mi era venuta a trovare e qualche capello bianco che come per magia hanno iniziato a spuntare, ma non molti eh, non sono una strega con tutti i capelli lunghi e bianchi!
I 40? Forse solo un numero, come gli altri.
A 20 anni ti trucchi per essere più grande e più affascinante, a 30 ti trucchi perchè devi uscire e ti senti più sicura, a 40 non ti trucchi più.
Io non mi trucco più.
Io che volevo fare il corso per imparare a truccare gli altri, per imparare a tutti i trucchi del makeup non mi trucco più o meglio mi trucco in rare occasioni ma è come se mi pesasse indossare quella maschera. Si perchè il trucco è una maschera, ti fa apparire quello che non sei, ti migliora, tira fuori il lato migliore di te stessa. Ma quando il malessere non è dovuto a rughe o nei, quando è dentro nell'anima il trucco non serve.
Eppure sono cresciuta con una mamma che si truccava ogni giorno appena alzata, lei era ed è tutt'ora impeccabile. Sempre in ordine, ben pettinata e truccata, vestiti stirati.
Io giro per casa con i capelli spettinati, i calzettoni e la tuta, sono il suo opposto.
Tra una riga e l'altra, tra una riflessione e un pensiero, la giornata è trascorsa.
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mercoledì 11 gennaio 2017
Diario attacco di fame nervosa
Sono le 11.34 del primo giorno lavorativo dopo le feste.
E' anche il mio terzo giorno di dieta e ginnastica.
Stamattina ho fatto la mia camminata veloce e a mia colazione,mi sono messa al pc per lavorare e ora ho sto letteralmente lottando contro un attacco di fame nervosa.
Perchè sono nervosa?
Un po' per il lavoro, riprendere non è facile e il mio è un lavoro che per quanto lo faccia da anni non è sempre facile e piacevole, anzi il più delle volte si prendono insulti.
E poi perchè mi sento molto insicura nella vita in generale e nche nella relazione.
Gli avvenimenti di questi giorni mi stanno facendo dubitare e come direbbe qualcuno mi sto facendo delle belle se**e mentali, e si. Perchè da una parola riesco a ricavarne un romanzo, a volte penso che dovrei mettermi seriamente a scrivere un libro, nel mio mondo una sola parola magari pure fraintesa mi ostacola.
Ieri ho avuto mal di testa e mal di denti tutto il giorno, appena ho potuto sono andata al caldo sul divano e mi sono addormentata.
E facendo una breve ricerca ho scoperto che il dente che mi da fastidio è collegato alla paura interiore e alle relazioni quindi direi che ho fatto bingo.
Se una dose di paracetamolo mi ha dato un po' di tregua con il dolore fisico, nel cuore la pausa non c'è stata e nemmeno nei pensieri.
Quali sono le mie paure interiori e visto che mi fa male anche il dente vicino, relative al rapporto con l'altro sul piano affettivo?
(sotto troverete un'immagine molto utile che illustra le correlazioni dente/organo/emozioni)
Le paure sono:
- di non essere all'altezza della relazione
- di non rendere felice e soddisfatta l'altra persona
- di essere tradita
- di essere lasciata
- di non essere sufficientemente bella,disponibile, comprensiva, femminile, sexi, donna
- di non poter dire la mia opinione
- di non poter espriemere liberamente le emozioni
- di non poter espriremere liberamente le mie paure
In più la rabbia e la tensione collegate a queste paure ha ulteriormente teso i muscoli e ha contribuito al persistere del dolore.
Adesso che so quali sono le mie paure, cosa fare?
A livello razionale so che sono stupide ma dentro di me hanno una radice profonda
E' anche il mio terzo giorno di dieta e ginnastica.
Stamattina ho fatto la mia camminata veloce e a mia colazione,mi sono messa al pc per lavorare e ora ho sto letteralmente lottando contro un attacco di fame nervosa.
Perchè sono nervosa?
Un po' per il lavoro, riprendere non è facile e il mio è un lavoro che per quanto lo faccia da anni non è sempre facile e piacevole, anzi il più delle volte si prendono insulti.
E poi perchè mi sento molto insicura nella vita in generale e nche nella relazione.
Gli avvenimenti di questi giorni mi stanno facendo dubitare e come direbbe qualcuno mi sto facendo delle belle se**e mentali, e si. Perchè da una parola riesco a ricavarne un romanzo, a volte penso che dovrei mettermi seriamente a scrivere un libro, nel mio mondo una sola parola magari pure fraintesa mi ostacola.
Ieri ho avuto mal di testa e mal di denti tutto il giorno, appena ho potuto sono andata al caldo sul divano e mi sono addormentata.
E facendo una breve ricerca ho scoperto che il dente che mi da fastidio è collegato alla paura interiore e alle relazioni quindi direi che ho fatto bingo.
Se una dose di paracetamolo mi ha dato un po' di tregua con il dolore fisico, nel cuore la pausa non c'è stata e nemmeno nei pensieri.
Quali sono le mie paure interiori e visto che mi fa male anche il dente vicino, relative al rapporto con l'altro sul piano affettivo?
(sotto troverete un'immagine molto utile che illustra le correlazioni dente/organo/emozioni)
Le paure sono:
- di non essere all'altezza della relazione
- di non rendere felice e soddisfatta l'altra persona
- di essere tradita
- di essere lasciata
- di non essere sufficientemente bella,disponibile, comprensiva, femminile, sexi, donna
- di non poter dire la mia opinione
- di non poter espriemere liberamente le emozioni
- di non poter espriremere liberamente le mie paure
In più la rabbia e la tensione collegate a queste paure ha ulteriormente teso i muscoli e ha contribuito al persistere del dolore.
Adesso che so quali sono le mie paure, cosa fare?
A livello razionale so che sono stupide ma dentro di me hanno una radice profonda
lunedì 9 gennaio 2017
Diario bilancio del primo giorno
Ore 22.08
Sono appena andata a letto. Ho freddo e avevo voglia di leggere un po'. Andrea sta vedendo un programma sugli obesi e a me non va proprio di vedere che una donna viene tradita e lasciata dal marito perché ha deciso di dimagrire.
È anche una mia paura.
Ho paura che dimagrendo lui non provi più attrazione per me è questo è uno scoglio grande da superare. Cerco di rimanere nel mio qui e ora. Oggi ho fatto del mio meglio per restare in forma. Dalla ginnastica (poca l' ammetto ma sono ferma da un po) a seguire per bene la dieta.
Non sono stata bravissima perché ho ceduto anche se sono rimasta nelle mie calorie previste. Però il pomeriggio non è stato piacevole per una discussione avvenuta tra me e Andrea. Quindi la rabbia, la frustrazione hanno avuto la meglio. Ma in confronto ad altre volte sono stata bravissima. Così a letto da sola mi faccio il bilancio della giornata e penso che mi sono impegnata e sono stata brava. Si sa iniziare è il passo più difficile.
Sono dipendente dal cibo. Uso il cibo per provare momentaneo piacere e per sfogare le mie emozioni. E ora ho questo blog che ha l'effetto di un bel panino ma senza calorie. Mi calma anche se non sempre pubblico tutto e mi fa stare meglio.
Domani con Andrea andremo a fare una visita di controllo, lui è nervoso come sempre anche se non lo ammettera mai. Io anche perché vorrei che gli dicessero che finalmente è guarito e che i valori sono nella norma. Per ora non mi resta che cercare di dormire un po.
Sono appena andata a letto. Ho freddo e avevo voglia di leggere un po'. Andrea sta vedendo un programma sugli obesi e a me non va proprio di vedere che una donna viene tradita e lasciata dal marito perché ha deciso di dimagrire.
È anche una mia paura.
Ho paura che dimagrendo lui non provi più attrazione per me è questo è uno scoglio grande da superare. Cerco di rimanere nel mio qui e ora. Oggi ho fatto del mio meglio per restare in forma. Dalla ginnastica (poca l' ammetto ma sono ferma da un po) a seguire per bene la dieta.
Non sono stata bravissima perché ho ceduto anche se sono rimasta nelle mie calorie previste. Però il pomeriggio non è stato piacevole per una discussione avvenuta tra me e Andrea. Quindi la rabbia, la frustrazione hanno avuto la meglio. Ma in confronto ad altre volte sono stata bravissima. Così a letto da sola mi faccio il bilancio della giornata e penso che mi sono impegnata e sono stata brava. Si sa iniziare è il passo più difficile.
Sono dipendente dal cibo. Uso il cibo per provare momentaneo piacere e per sfogare le mie emozioni. E ora ho questo blog che ha l'effetto di un bel panino ma senza calorie. Mi calma anche se non sempre pubblico tutto e mi fa stare meglio.
Domani con Andrea andremo a fare una visita di controllo, lui è nervoso come sempre anche se non lo ammettera mai. Io anche perché vorrei che gli dicessero che finalmente è guarito e che i valori sono nella norma. Per ora non mi resta che cercare di dormire un po.
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Diario Si ritorna alla normalità....
Finite le feste.
Oggi è lunedì e si ritorna alla normalità, anche se di normale questo lunedì non ha nulla per me.
Sono arrivata ai tanto temuti 80 kili quindi da oggi inizia la sana alimentazione e l'allenamento fisico.
Oltre ad essere una questione di piacersi, il mio corpo mi sta chiedendo di dimagrire, mi sento sempre stanca e affaticata e so che se mi rimetto un po' in forma andrà meglio.
Le emozioni a riguardo sono svariate.
Ieri ero in ansia perchè seguirò per un periodo una dieta, avere i pasti programmati può essere una facilitazione ma anche un limite. Però voglio provarci quindi un pasto per volta inizio questo percorso.
In questi giorni che non ho scritto non è cambiato molto nella mia vita.
Il lavoro è fermo con un punto di domanda che spero di risolvere oggi.
La cosa bella è che tra me e Andrea c'è dialogo e si è riaccesa la passione, ne sono felice, ieri era preoccupato per me perchè ho avuto una crisi di panico un po' anomala rispetto al solito, ma ne siamo usciti.
Ero abituata ad avere vicino a me un uomo che non aveva bisogno di conferme, di amore, di gesti e con Andrea invece è tutto diverso, a lui piace e si sente rassicurato se gli dico ti amo, per lui i gesti sono importanti.
Cosa mi aspetto da questo lunedì? Non lo so, sono un po' agitata ma cerco di non pensare a nulla e di scrivere facendo uscire tutto.
Ho paura di non farcela con la dieta, si lo so l'ho chiamata sana alimentazione perchè è più corretto e meno stressante per la mente ma alla fine ho paura di cedere, di non riuscire nemmeno la prima settimana....
E questa paura mi porta ad un bruciore di stomaco e alla voglia di alzarmi e aprire il frigo, mangiarmi qualcosa di salato...
Cosa sta cercando di dire il mio corpo? Che vuole scappare, che vuole correre via da tutto. Il nervoso prende tutti i muscoli, un po' sono tesi, un po' non riesco a tenerli fermi.
Quindi ora mi faccio un po' di ginnastica e vedo se va meglio.
Oggi è lunedì e si ritorna alla normalità, anche se di normale questo lunedì non ha nulla per me.
Sono arrivata ai tanto temuti 80 kili quindi da oggi inizia la sana alimentazione e l'allenamento fisico.
Oltre ad essere una questione di piacersi, il mio corpo mi sta chiedendo di dimagrire, mi sento sempre stanca e affaticata e so che se mi rimetto un po' in forma andrà meglio.
Le emozioni a riguardo sono svariate.
Ieri ero in ansia perchè seguirò per un periodo una dieta, avere i pasti programmati può essere una facilitazione ma anche un limite. Però voglio provarci quindi un pasto per volta inizio questo percorso.
In questi giorni che non ho scritto non è cambiato molto nella mia vita.
Il lavoro è fermo con un punto di domanda che spero di risolvere oggi.
La cosa bella è che tra me e Andrea c'è dialogo e si è riaccesa la passione, ne sono felice, ieri era preoccupato per me perchè ho avuto una crisi di panico un po' anomala rispetto al solito, ma ne siamo usciti.
Ero abituata ad avere vicino a me un uomo che non aveva bisogno di conferme, di amore, di gesti e con Andrea invece è tutto diverso, a lui piace e si sente rassicurato se gli dico ti amo, per lui i gesti sono importanti.
Cosa mi aspetto da questo lunedì? Non lo so, sono un po' agitata ma cerco di non pensare a nulla e di scrivere facendo uscire tutto.
Ho paura di non farcela con la dieta, si lo so l'ho chiamata sana alimentazione perchè è più corretto e meno stressante per la mente ma alla fine ho paura di cedere, di non riuscire nemmeno la prima settimana....
E questa paura mi porta ad un bruciore di stomaco e alla voglia di alzarmi e aprire il frigo, mangiarmi qualcosa di salato...
Cosa sta cercando di dire il mio corpo? Che vuole scappare, che vuole correre via da tutto. Il nervoso prende tutti i muscoli, un po' sono tesi, un po' non riesco a tenerli fermi.
Quindi ora mi faccio un po' di ginnastica e vedo se va meglio.
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mercoledì 4 gennaio 2017
Esercizi: domande sul cibo e denaro
Esercizio
Quali sono i miei pensieri sul denaro?
Quali sono le mie paure sui soldi?
Quali sono le emozioni collegate al denaro?
Quali sono i miei pensieri sul cibo?
Quali sono le mie paure sul cibo?
Quali sono le mie emozioni sul cibo?
Ho dolore allo stomaco.
1 in questo momento i miei pensieri sul denaro non sono positivi. Non bastano. Non arrivano in tempo. Non lo devo usare perché non so fino a quanto mi deve durare. Devo immagazzinato. Devo nasconderlo. finiscono subito.
2 Ho paura di rimanere senza soldi. Ho paura di dipendere dagli altri. Sono incapace. Non so mantenermi da sola. Non posso mantenermi da sola. Dipendo da altri. Gli altri mi devono aiutare. Sono una nullità. Non valgo nulla. Non merito il denaro. Mi imbroglio.
3 Le emozioni sono di rabbia in questo momento ho la mascella contratta e anche lo stomaco. Sono arrabbiata perché mi sento imbrogliata e perché sono stufa di essere trattata così.
Ho anche paura perché so che così non posso andare avanti e continuo a dipendere dagli altri che mi aiutano.
4 I miei pensieri sul cibo è che devo fare delle scorte se ci sono offerte così ne ho sempre a disposizione e in più risparmio.
Mangio tutto quello che posso perché poi non so se potrò ancora mangiare. Ho paura di non avere i soldi per mangiare. No lascio cibo nel piatto perché non va sprecato.
5 Non ho particolari paure sul cibo
6 Lel emozioni sul cibo sono contrastanti, da un lato voglio limitarmi, dall'altro eccedo. Più che altro spesso mangio con rabbia, paura, frustrazione, so che dovrei mangiare con calma e con pensieri e emozioni positive ma non è così. E più sono frustrata più mangio perchè il cibo anche se momentaneamente mi calma e mi da piacere, mi da quella coccola che mi manca, mi da sicurezza
Quali sono i miei pensieri sul denaro?
Quali sono le mie paure sui soldi?
Quali sono le emozioni collegate al denaro?
Quali sono i miei pensieri sul cibo?
Quali sono le mie paure sul cibo?
Quali sono le mie emozioni sul cibo?
Ho dolore allo stomaco.
1 in questo momento i miei pensieri sul denaro non sono positivi. Non bastano. Non arrivano in tempo. Non lo devo usare perché non so fino a quanto mi deve durare. Devo immagazzinato. Devo nasconderlo. finiscono subito.
2 Ho paura di rimanere senza soldi. Ho paura di dipendere dagli altri. Sono incapace. Non so mantenermi da sola. Non posso mantenermi da sola. Dipendo da altri. Gli altri mi devono aiutare. Sono una nullità. Non valgo nulla. Non merito il denaro. Mi imbroglio.
3 Le emozioni sono di rabbia in questo momento ho la mascella contratta e anche lo stomaco. Sono arrabbiata perché mi sento imbrogliata e perché sono stufa di essere trattata così.
Ho anche paura perché so che così non posso andare avanti e continuo a dipendere dagli altri che mi aiutano.
4 I miei pensieri sul cibo è che devo fare delle scorte se ci sono offerte così ne ho sempre a disposizione e in più risparmio.
Mangio tutto quello che posso perché poi non so se potrò ancora mangiare. Ho paura di non avere i soldi per mangiare. No lascio cibo nel piatto perché non va sprecato.
5 Non ho particolari paure sul cibo
6 Lel emozioni sul cibo sono contrastanti, da un lato voglio limitarmi, dall'altro eccedo. Più che altro spesso mangio con rabbia, paura, frustrazione, so che dovrei mangiare con calma e con pensieri e emozioni positive ma non è così. E più sono frustrata più mangio perchè il cibo anche se momentaneamente mi calma e mi da piacere, mi da quella coccola che mi manca, mi da sicurezza
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lunedì 2 gennaio 2017
Diario: riflessione su mancanza di stipendio e allattamento
Sono le 4.29 del mattino.
Mi sono svegliata perché avevo sete e
nonostante mi sia addormentata tra le braccia del mio amore ora sono
nervosa.
So già che starò sveglia per un po' così ho aperto il diario per
scrivere e liberarmi di qualche peso. Mi sento presa in giro
dall'azienda per cui lavoro che non mi ha fatto un pagamento, purtroppo è
una situazione che si sta ripetendo da un po' quindi mi ritrovo davanti
ad uno schema che necessita di essere cambiato.
La prima cosa da fare è andare fino in fondo non tanto nel chiarimento
con l'azienda ma dentro di me e vedere come mai energeticamente non
accetto una regolarità nei pagamenti e direi anche nel nutrimento;
poiché i soldi sono una fonte di nutrimento e lo stipendio può essere
paragonato al cibo e in modo particolare ai latticini.
Non ho avuto negli ultimi anni problemi con il latte ma in questi ultimi
giorni il bere latte mi ha creato un po' di problemi. Non proprio una
intolleranza ma problemi allo stomaco e intestino.
Per lo stomaco la domanda da farmi è "cosa non digerisco di questa
situazione? " e la risposta è che mi sento ingannata soprattutto perché
mi fidavo del titolare e della sua parola. Anche se mentalmente so che
ci sarà una spiegazione dentro ho molta rabbia perché non ci si comporta
così. È come quando prometti qualcosa d'un bambino e poi dici
"si..dopo te lo do" sperando che il bambino se ne dimentichi.
Scrivere queste righe mi ha riportato alla mente quando ero neonata e
avevo fame. Mia madre mi dava il latte in polvere, quindi (mamma scusami) un surrogato, un sostituto del vero nutrimento. Io sono la 4° figlia e
quando sono nata io c'era la moda dell'allattamento ad orari fissi.
Quindi mia madre mi dava il biberon solo in certi orari (più o meno, non
ero di certo abbandonata a me stessa, ho avuto la fortuna di essere
molto seguita da mia madre) io ovviamente avevo fame e piangevo. Quando
arrivava questo latte ero così nervosa che lo stomaco si chiudeva e
vomitavo tutto. Da quel momento dovevo aspettare il prossimo pasto....
quindi un costante bisogno di cibo e nutrimento (perché per il bambino è
molto più di un po di latte) e il rigettare quel poco che arrivava.
Inoltre il clima non era molto idilliaco perché rigettato il latte mia
madre non era felicissima e questo posso ampiamente capirlo. Diciamo che
la parte adulta di me vede la situazione è capisce.
Una neonata che piange, il sentirla piangere fino ad un certo orario
cercando di calmarla con acqua e camomilla, cercare di anticipare un po
l'orario del biberon perché non ne puoi più ma il pediatra ti ha detto
che è meglio cosi (e per una mamma sentire piangere il bambino è
frustrante come lo è non poterlo allattare) dargli il latte e dover
ripulire dappertutto perché lo rigetta. Magari aggiungiamo ci che è
piena notte e che io non ho dormito per nulla e ho richiesto la sua
presenza quasi tutto il tempo. Ora è facile immaginare la "gioia" di mia
madre e i pensieri che può avermi trasmesso in quei momenti.
Dall'altra parte è necessario rientrare in contatto con la parte bambina di quel momento. Lei come lo viveva?
Senza dubbio aveva fame, ma non era solo fame fisica ma tutto quello che
c'è dietro al momento del pasto di un neonato. La necessità fisica di
doversi nutrire e dover dipendere completamente da un adulto, piangi per
richiamare la sua attenzione. Di solito quando il bambino piange,
orario si orario no alla mamma inizia ad uscire il latte. Quindi c'è
questo imput in ognuno di noi, in ogni essere umano. Ma io potevo
piangere anche dei giorni ma a mia madre non veniva il latte...ma un
biberon.
E poi c'è oltre al nutrimento fisico l'essere presi in braccio, il
contatto fisico, tutto in insieme di azioni che dovrebbero essere
idilliache. Ma anche stressanti perché cosa può pensare un neonato
(ebbene si siamo capaci di pensare fin dal primo istante che nasciamo e
anche un po prima.....!) che da solo non può che fare minimi movimenti
ostacolati da vestitini e copertine. L'avere bisogno di qualcosa e
dipendere completamente da qualcuno che è fuori e fino a poco tempo
prima non succedeva perché il corpo che ti accoglieva ti dava nutrimento
in qualsiasi momento. Avevi una temperatura costante e un costante
contatto con il battito cardiaco della madre. Ora ti ritrovi in un bel
lettino con lenzuola nuove e profumate (ma che non hanno nulla a che
fare con l'odore della mamma) solo, senza la certezza del battito
cardiaco della mamma e in attesa che ti vengano a prendere e ti arrivi
il cibo e magari un po di contatto fisico. Quindi inizi a piangere
perché hai bisogno del nutrimento e non ti arriva e la paura è enorme. E
se la mamma non c'è più? Se non arriva? Se non arriva c'è la morte
certa.
H 5.16 frustrazione perché sono a letto a scrivere sul cell. questo post è non mi ha salvato l'ultima modifica! 😢
Dicevamo....
Il terrore si da sentire e finalmente due braccia ti prendono. E ti
danno il biberon. Caldo? Tiepido? Giusto? Inizi a mangiare e mangi
tutto velocemente perché non sai quando è se ci sarà il prossimo pasto.
Per qualche secondo ti senti bene ma poi stomaco e intestino si ribellano.
Da adulti sapete quanto poco piacevole sia vomitare o avere una colica.
Immaginate un neonato che fino a poco prima non aveva problemi nel
l'utero con questi due organi. ...
Lo stomaco si contrae e fa male.
Non digerisce questo cibo e tanto meno la situazione, il bambino si
spaventa ancora di più perché non sa che fare e la mamma sembra non
accorgersi del suo dolore allo stomaco. Così fa l'unica cosa che sa di
poter fare piange e il pianto lo porta a vomitare tutto ciò che ha
ingerito. Addio pasto e nutrimento. A livello di intestino il nutrimento
non viene assimilato e quindi emotivamente parlando nemmeno il
nutrimento emotivo.
E ancora c'è paura. Calmato con un po di camomilla e la "gioia" di mia madre che deve pulire tutto.
Ecco questo è stato il mio imput con il nutrimento e di conseguenza con il denaro che al giorno d'oggi sostituisce quel latte.
Quindi la costante attesa e la delusione, la rabbia e la paura, il tormento.
Ma qui si trova anche la radice dei problemi alimentari che da 40 anni mi tengono compagnia.
H 5.29 sono esausta. È stata un'ora intensa e qualche spunto scrivendo è venuto fuori. Dormo un po..... poi ci lavoro su....
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domenica 1 gennaio 2017
Diario: Un nuovo inizio
I quaderni della zia hanno preso vita dentro di me molti anni fa, era un progetto che comprendeva diversi libricini, dei quadernetti contenenti esercizi per migliorare la propria vita.
Il progetto poi si fermò a metà strada e ad oggi è in attesa di essere concluso e riprendere vita.
Tuttavia per iniziare questo nuovo anno mi è venuta voglia di tenere un diario online, un diario sincero e pieno di tutto ciò che conosco.
Chi segue i miei post e articoli sa che ho una leggera tendenza ad essere professionale e precisa, in questo blog non succederà. Sarà pieno di post scritti al momento pieni di emozioni, ricerca, riflessioni e non so che cos'altro, vedremo con il passare dei giorni e dei mesi.
Mi presento:
Sono Donatella, ho 39 anni , tra 20 giorni ne compirò 40 e questo è un passo tosto per me.
Peso 79 chili, tanti troppi per me. Sono chili costituiti da pensieri, esperienze, traumi ed emozioni che trattengo e che mi rendono pesante non solo nel corpo fisico.
Ho avuto una relazione lunga 13 anni che mi ha sicuramente segnato, una fine di tale relazione che mi ha rimesso in discussione e che mi ha fatto toccare il fondo.
Ho tante debolezze e difetti, se cercate un guru cambiate blog, io ho attacchi di ansia e panico, la depressione mi tiene compagnia tutti i giorni e spesso quando la crisi è intensa mangio in modo compulsivo.
Quindi perchè mettermi a nudo?
Prima di tutto perchè la scrittua mi ha sempre aiutato e poi perchè magari qualcuno nel web leggendo che esisto anch'io con tutti i miei casini, le mie crisi, le mie battute di arresto si sentirà meno solo e troverà la forza di dire: "Ma si dai per oggi ci provo a stare meglio"
Non ci sono garanzie e non ci sono ricette magiche per stare meglio, di una cosa sono certa, se si tiene tutto dentro non si sta molto bene, prima o poi ne paghiamo le conseguenze, magari il corpo si ammala o viene l'ansia.
Il progetto poi si fermò a metà strada e ad oggi è in attesa di essere concluso e riprendere vita.
Tuttavia per iniziare questo nuovo anno mi è venuta voglia di tenere un diario online, un diario sincero e pieno di tutto ciò che conosco.
Chi segue i miei post e articoli sa che ho una leggera tendenza ad essere professionale e precisa, in questo blog non succederà. Sarà pieno di post scritti al momento pieni di emozioni, ricerca, riflessioni e non so che cos'altro, vedremo con il passare dei giorni e dei mesi.
Mi presento:
Sono Donatella, ho 39 anni , tra 20 giorni ne compirò 40 e questo è un passo tosto per me.
Peso 79 chili, tanti troppi per me. Sono chili costituiti da pensieri, esperienze, traumi ed emozioni che trattengo e che mi rendono pesante non solo nel corpo fisico.
Ho avuto una relazione lunga 13 anni che mi ha sicuramente segnato, una fine di tale relazione che mi ha rimesso in discussione e che mi ha fatto toccare il fondo.
Ho tante debolezze e difetti, se cercate un guru cambiate blog, io ho attacchi di ansia e panico, la depressione mi tiene compagnia tutti i giorni e spesso quando la crisi è intensa mangio in modo compulsivo.
Quindi perchè mettermi a nudo?
Prima di tutto perchè la scrittua mi ha sempre aiutato e poi perchè magari qualcuno nel web leggendo che esisto anch'io con tutti i miei casini, le mie crisi, le mie battute di arresto si sentirà meno solo e troverà la forza di dire: "Ma si dai per oggi ci provo a stare meglio"
Non ci sono garanzie e non ci sono ricette magiche per stare meglio, di una cosa sono certa, se si tiene tutto dentro non si sta molto bene, prima o poi ne paghiamo le conseguenze, magari il corpo si ammala o viene l'ansia.
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