martedì 17 gennaio 2017

Diario -3 crisi profonda

In questi giorni non ho scritto, sono in una ansia costante ma lieve.
A volte fatico a ricordarmi come si sta quando si sta semplicemente bene.
Come mi sento ora?
Con nessuna voglia di fare qualcosa, nemmeno di scrivere.
Tra 3 giorni avrò 40 anni e mi sento una nullità.
Degli obiettivi che mi ero prefissata anni fa non ne ho raggiunto nemmeno uno.
- non mi sono sposata e ora non ci tengo nemmeno più e sono felice di non aver fatto quel passo
- non ho figli e anche di questo ora sono grata, ma avrei tanto voluto averne almeno uno
- non ho un lavoro stabile e alla mia età vieni trattata come una stupida quando vai a fare domanda di lavoro nelle agenzie interinali, ragazzine vent'enni che ci tengono molto di più alla propria manicure che al tuo curriculum ti guardano come se fossi un marziano, sottolineano tre volte parlando che hai tanta esperienze, forse troppa perchè sa....cercano giovani.
E se sei fortunato a trovare un lavoro, ti ritrovi a lavorare per qualcuno che probabilmente è più giovane di te o tuo coetaneo, e che ti tratta come se avessi 18 anni e fossi una ragazzina demotivata.
Mi ricordo quando l'anno scorso il mio responsabile aveva 21 anni, io 38, lavoravo in un call center di Vodafone, ambiente giovanile e dinamico. Giovanile nei responsabili perchè tra gli operatori c'erano non solo ragazzi che avevano finisto di studiare o erano all'università ma anche persone sui "50" che avevano perso il lavoro, nella maggiorparte dei casi perchè le aziende avevano chiuso o ridotto il personale.
E ti ritrovi a lavorare in un call center perchè quello è quello che trovi.
E ti trattano come un deficiente.
Il supervisore in questione, giovane e palestrato controllava che quando andavi in bagno non portavi il cellulare perchè stando a lui si andava in bagno per poter chattare. Mi ricordo che una volta gli dissi con sarcasmo che alla mia età si va in bagno per l'incontinenza più che per chattare e che a 40 anni avevo di meglio da fare che trovare scuse per avere un minuto di pausa in più.
Mi ricordo ancora la sua espressione.
Ma la realtà è questa, e se cerchi di ribellarti perchè magari ti pagano poco o in ritardo ti dicono che se vuoi andartene sei libero, loro hanno una lista di curriculum e di persone pronte a prendere il tuo posto.
Mi sento stanca, stanca di tutto.
Stanca di rincorrere sogni che non si avverano.

Nessun commento:

Posta un commento